Le ali della farfalla

soluzioni semplici per dilemmi complessi

Paraculi che poi fanno i moralisti

Liberi di pensarla come volete ovviamente, gli interessati negano, ma fatico a immaginare confessioni in circostanze del genere. Comunque la cosa che fa veramente ribrezzo dell’articolo dell’espresso è che si chiederebbe la sistemazione per uno che è già sistemato. Insomma una duplice, triplice sistemazione. Ma poi Michel è un nome sfigato da donna?

«Mi sono ricordato che Martone sosteneva che attraverso il partito voleva dare una risposta lavorativa al figlio». Arcangelo Martino ha uno stile spiccio, spesso approssimativo. Del figlio di Martone dice che «fa il commercialista, una cosa del genere».

via Martone, l’incontro con Dell’Utri – l’Espresso.

Andy Murray perde ancora, in più fatica

Nole nella Rod Laver Arena (gennaiio 2012, semifinale)

La partita sembrava iniziata nel peggiore dei modi per lo scozzese che, come gli capita spesso, stenta a entrare nel match da subito. Djokovic al contrario ha iniziato immediatamente a macinare un buon ritmo da fondo, portandosi in vantaggio di un break e riuscendo a chiudere il set per 63, con Murray troppo falloso di dritto che non dava l’impressione di poter essere competitivo se qualcosa non fosse cambiato. L’andamento rimaneva costante anche all’inizio del secondo set con Nole che si portava subito in vantaggio di un break. Ma sarà a questo punto che almeno due circostanze confluiranno a vantaggio  di Andy Murray: il serbo dopo alcuni scambi prolungati sembra avere qualche difficoltà atletica e chi si traduce in un calo di rendimento; Murray, più caldo, ritrova pressione da fondo campo e sicurezza nel dritto che è il suo fondamentale con qualche difetto in più. Recupera lo svantaggio e pareggia il conto sets vincendo il secondo per 63.

Dalla terza partita i servizi sembrano essere meno efficienti per entrambi, ma è anche la qualità delle risposte dei due giocatori che è salita notevolmente. Murray salva break points e  spreca alcune occasioni per chiudere il set prima che questo approdi al tie break dopo più di un’ora di gioco, durerà in tutto 88 minuti. Nel tie break dopo alcuni mini break subiti e recuperati Murray sale 6 a 3 per chiudere per sette punti a quattro.
Nel quarto set lo scozzese paga probabilmente la tensione mentale dovuta al lungo e combattuto terzo set. Djokovic scappa via con un doppio break sul 4-1 e la partita finisce in 22 minuti a vantaggio del serbo.
Nel quinto Nole sembra seguire lo slancio inerziale del quarto set e si porta sul 5 a 2 con la partita che sembrerebbe chiusa, ma a questo punto Murray ha una reazione determinata che lo spinge a un impensabile recupero, a cui Nole riuscirà a rimanere molto freddo, Andy sale fino al cinque pari e si procura due palle per andare a servire per il match che Djokovic annulla con estrema freddezza. Sul 6 a 5 per il serbo un errore di rovescio consegna i match point a Novak, che non li sprecherà.
Una partita agonistica in cui i due si sono affrontati a viso aperto e che ha visto un calo d’intensità solo all’inizio e a circa metà delle 4 ore e 50 minuti di gioco, in occasione del quarto set. Il serbo ha mostrato qualche sbavatura nella preparazione atletica, come era accaduto con Ferrer, in questo caso essendo Murray un avversario più competitivo dello spagnolo la cosa gli è costata un paio di set. Lo scozzese, oltre al proprio talento, ha evidenziato che stenta a rompere la tensione iniziale, o a scaldarsi e sciogliersi a inizio match. Quali siano le cause dovrebbero saperlo gli uomini del suo staff perché nel bilancio di partite lunghe e combattute trovare un soluzione diviene fondamentale per portare a casa più partite e in modo più veloce. Ha anche messo in evidenza dei cali di rendimento psico fisico durante la partita, forse più evidenti di quelli di Nole, il quale anche quando era in difficoltà è sembrato sempre in condizione di avere delle frecce al suo arco per guadagnare qualche prezioso punto in più. I cali a metà partita però, qualora fisiologici o comunque non totalmente eliminabili, potrebbero essere risolti lavorando proprio sull’inizio dei match.
Per Andy Murray l’appuntamento con la vittoria di un torneo dello Slam è rimandato a data da destinarsi, mentre Novak Djokovic incontrerà Rafael Nadal in finale. A questo proposito negli scontri diretti il miorchino è avanti per 16 a 13 ma Djokovic ha vinto tutte le sfide del 2011 e sono state sei. Forse non è in forma come lo scorso anno e vedremo se i tre grammi in più sulla testa della racchetta di Nadal faranno la differenza.

Roger Federer: il mito è cotto, stracotto e biscottato

La Locandiera, Carlo Goldoni, 1751

Pubblicato su Pianeta Tennis.
“La nobiltà non fa per me. La ricchezza la stimo e non la stimo. Tutto il mio piacere consiste nel vedermi servita, vagheggiata, adorata…”
In una mattinata gelida di gennaio i miei ricordi di uomo di mezza età si confondono con i rimpianti. Mentre osservo affossare in rete dritti di una semplicità adolescenziale mi stupisco dei toni delicati e osannati dei telecronisti quando lo stesso giocatore tocca una mezza volata, o esegue una smorzata. Una lieve dose di controllo non sarebbe fuori luogo: è tennis dopo tutto.  Ma il mito coinvolge, inebria, offusca. Tutto si fa per il mito, tutto si dice. Mi torna in mente la voce della locandiera Mirandolina. Recitavo Goldoni molti anni fa e la frase il cui soggetto potrebbe essere un biscotto si adattava anche a me, al tempo,  oggi anche a Roger Federer, ma per motivazioni tutte sportive.
Lo svizzero non vincerà un altro torneo dello slam e questa è una notizia, o almeno lo sarebbe se i giornalisti che lo hanno osannato si ricordassero di cosa hanno scritto negli anni scorsi, ma sono troppo impegnati a donare la tessera dell’ordine al presidente del consiglio Mario Monti. La tattica è preventiva: come se gli autotrasportatori donassero un TIR, i tassisti un taxi, i benzinai una pompa. Di benzina, s’intende! Questo è un governo nuovo.
Ma siamo nella seconda settimana di un torneo dello slam e non è il caso di scivolare nella politica o nel clientelismo tipico italiano, ancora peggio. Qui si scrive la storia, digiterebbero sulla tastiera in molti. L’abilità del gesto, la sensibilità eccelsa, la tattica sublime, la tenacia estrema, la volontà di ferro. Per un perfetto documentario stile Luce mancherebbe solamente affermare che queste sono solo le qualità dell’uomo comune. Tutti le hanno, tutti possono raggiungerle.  L’immedesimazione con il mito sarebbe perfetta ed economicamente vantaggiosa, per alcuni. Tutti correrebbero a comprare la racchetta del mito, i pantaloni del mito, i calzini del mito, le mutande usate “del e dal” mito. L’overgrip del mito, l’asciugamano umido del mito. Imitare il gesto del mito sarebbe poi l’attività più praticata dalla nazione di appartenenza del mito e non solo. Un mito internazionale.
Nella serata calda australiana, però, i fatti andavano in modo diverso, o meglio seguivano l’ordine naturale della natura. Un uomo la cui struttura fisica e realtà familiare gli hanno consentito di imparare a giocare un ottimo tennis vedeva i suoi limiti difronte a un altro uomo che ha avuto condizioni e possibilità simili. Più giovane di lui, forse fisicamente più prestante di lui, determinato quanto lui.  La realtà ha scardinato un mito, anche se la tentazione di costruirne un altro per vanità, opportunismo, avidità, interesse, è una debolezza tutta umana.
Il mito è cotto! Ora si serve da destra, sulla parità. Questo è tennis, scuola di vita e razionalità, gli spalti sono quelli della Rod Laver Arena.
Fabrizio Brascugli

Diluvia all’Australian Open

Nole allo Australian 2012

Pubblicato anche su Pianeta tennis.

Novak Djokovic parte bene nel primo set ma poi viene messo in difficoltà da Ferrer nel secondo. Lo spagnolo crolla nel terzo set. 64, 76(4), 61 per il serbo. Semifinali: Federer vs Nadal, Djokovic vs Murray.

Mi aveva quasi convinto, a un certo punto, quel diavolo di spagnolo! Il primo set con Nole partito di gran ritmo l’aveva perso, è vero, mai i giochi erano durati un’eternità. Almeno così mi appariva quando lo sguardo tornava al punteggio che sembrava non cambiare mentre il tempo scorreva. “Lo cuoce a fuoco lento”, ho pensato a un certo punto. In effetti il serbo iniziava a essere rosolato bene, sia dalla parte del dritto che da quella del rovescio. Nel secondo set faticava, arrancava, appoggiava le mani sulle ginocchia, più spesso del solito dopo uno scambio prolungato. Ma a un certo punto la brace andava alimentata, e Ferrer è sembrato non avere più carbonella da far bruciare, tanto meno fiato per soffiare, e la racchetta gli serviva ancora per colpire la palla. A metà del secondo set quando avrebbe dovuto continuare a scambiare e prolungare il palleggio ha cercato qualche volta in più la chiusura del punto, che cercava avidamente anche Djokovic appena poteva, perché visibilmente in difficoltà e alla ricerca disperata d’aria. Così il serbo ha avuto modo di respirare un po’, di ritrovare qualche punto con il servizio evitando di correre a destra e sinistra, e riagganciare Ferrer che sembrava sul punto di staccarlo. Piazza un break inaspettato allo spagnolo che recupera fino al sei pari, ma in vantaggio sul 4 a 2 nel tie break finisce le energie che gli avevano consentito di tenere alle corde il serbo. Djokovic, da parte sua, sembra rinato: saltella come un grillo, non si appoggia più sulle ginocchia, trova tutta l’aria che cerca, riprende ritmo e precisione nei colpi, tanto che il terzo set scivola via rapidissimo per un 61. Ha tuonato molto prima di piovere, ma alla fine ha diluviato. Le semifinali si giocheranno tra i primi 4 giocatori del mondo.

Piove all’Australian Open

Andy allo AO 2012

Pubblicato su Pianeta tennis.

Ivan Lendl sugli spalti era sempre più rosso, ma non per l’emozione di una partita che non ha mai rischiato di essere in dubbio, per il sole a cui forse non è più abituato dai tempi in cui dal suo cappellino, sul collo, scendeva, fino alle spalle e coprendo le orecchie, una stoffa bianca che ricordava la Tagelmust delle palpazioni nomadi del Sahara. Andy Murray sul campo se la stava cavando bene consentendo solo in poche occasioni a Kei Nishikori l’illusione di essere ancora in partita. Il giapponese, reduce dall’impresa di Davide contro Golia Tsonga, pagava alla distanza le ore passate sul campo di gioco dedite a mantenere velocità e ritmi vincenti. Ai cinque set giocati con Tsonga ne vanno aggiunti quattro con Benneteau e altri cinque, al turno precedente, con l’australiano Ebden. Perciò le possibilità che Kei potesse ripetere l’impresa contro Andy Murray si stavano riducendo con la velocità di una speranza che si infrange sulla realtà. D’altronde il giapponese dal fisico di un normo tipo occidentale aveva già fatto troppo e bene dall’alto del suo metro e settantotto per sessantotto chili. Le sue gambe, che continuavano a mulinare da una parte all’altra del campo, mi ricordavano Michael Chang che giocò un brutto scherzo a Ivan Lendl in un Roland Garros, ma i colpi in grado di piegare Andy erano rari e sopratutto iniziavano a distanziarsi l’uno dall’altro con il passare dei minuti di gioco. La storia non si sarebbe ripetuta, questa volta. Ben altro è invece il rendimento dello scozzese alla cui continuità negli slam manca solamente, e non si sa per quanto tempo, una vittoria. Nel 2011 ha disputato due semifinali e una finale proprio in Australia, in cui fu sconfitto da Djokovic che, salvo eccezioni, incontrerà nuovamente in semifinale fra qualche giorno. Il torneo nelle sue fasi finali sembra riprendere l’andamento consueto e ipotizzabile: Federer e Nadal da una parte e Murray e Djokovic dall’altra, se Ferrer non giocherà brutti scherzi. Le illusioni hanno la qualità di convogliare molte energie ma oggi, nonostante il sole preso da Ivan Lendl piove. Piove con il sole, sul tennis di una volta, su Nishikori, su Sara Errani, su Dolgopolov, piove sulla speranza di cambiamento.
Piove su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

Scrivere sempre le solite tre cose. Il SOPA all’italiana

Per altro nemmeno troppo intelligenti. A memoria credo sia ormai quasi un decennio che qualcuno propone sempre la stessa legge, condita con salse diverse. Gli ultimi sono stati la Carlucci e ora tal On. Giovanni Fava. Che sia l’invidia del pene?

L’emendamento che ricalca sostanzialmente, il disegno di legge anti-web presentato dallo stesso Parlamentare nei mesi scorsi, al netto – e per fortuna – di alcune folli previsioni attraverso le quali si sarebbero voluti obbligare tutti gli internet service providers a dotarsi di costosi, inutili e liberticidi dispositivi di filtraggio dei contenuti stabilisce, in buona sostanza, che l’obbligo di qualsivoglia fornitore di servizi di hosting di procedere alla rimozione di un contenuto scatti anziché a seguito del provvedimento della competente Autorità, a seguito di una qualsiasi segnalazione da parte di un qualsiasi “soggetto interessato”.

viaIl SOPA all’italiana che minaccia il WEB. – GBLOG.

Gli obiettivi di una vita

Impegnandosi si possono raggiungere. L’importante è non desistere. L’intervista di Schettino rilasciata al Daily Dnes e riportata dal Guardian è lì a testimonianza.

In the only interview he is known to have given, to the daily Dnes, he said: “I wouldn’t like to be in the role of the captain of the Titanic, having to sail in an ocean of icebergs.” But he added reassuringly: “These days everything is much safer. It is easier to navigate thanks to modern technical instruments and the internet.”

via Francesco Schettino: the captain who refused to return to ship | World news | The Guardian.

Uno scoglio non segnalato di nome Giglio

Alla vostra destra potete ammirare Giglio scoglio

Eppure con l’ecoscandaglio non era stato rivelato, lo scoglietto, secondo il comandante. Non so se la scusa puerile sia da attribuire all’ansia del momento o è proprio scarsa considerazione degli interlocutori. Le foto della Costa Concordia in crociera evidenziano anche altri scoglietti probabilmente anche quelli sconosciuti alle carte nautiche. E’ l’Italia ed è insanabile. A questo punto chissà se dirigendo verso ovest si raggiunge l’India?!

Foto Nave vicino alla costa: le foto dei lettori / 1 – 1 di 30 – Repubblica.it.

Nuove Babolat e sensori di gioco

Sensori di Babolat nelle racchette dal Roland Garros 2012

Sembra proprio che Debugnì ci abbia preso già almeno 3 anni fa, data della fine della stesura. Ma si sa l’Italia è un paese vecchio, lento, e pieno di raccomandati. Le racchette saranno in anteprima per il Roland Garros 2012 e lancio previsto per il 2013. Buon divertimento. Naturalmente se questa intuizione l’avesse avuta Umberto Eco o Clerici a quest’ora gli davano la spalla di Repubblica e si sarebbero sperticati a decantare le magiche doti di previsione del futuro degli scrittori. Cmq il romanzo potete sempre trovarlo su IBS.

Essere la metà

Dimensioni dei punteggi

La finale di Brisbane rispecchia la realtà anche nel punteggio Murray vince 61, 63 e la foto sembra smagrire Dolgopolov.

Il costo delle menzogne è a lungo termine

Il disastro ecologico del Golfo del Messico sembra divenuto un caso di quelli esemplari per evidenziare quanto paga e quanto costa una menzogna a breve  e a lungo termine. Per esaminare la questione non è nemmeno necessario indagare su chi nello specifico abbia ragione o torto, perché spesso le responsabilità si dividono in modo diffuso. Rimane comunque chiaro che una bugia chiama una bugia e tutte hanno un costo che prevede la copertura della verità. Finché le cose vanno bene si incassano i vantaggi ma se un particolare dovesse andare storto magari qualcuno potrebbe avere interesse a indagare, per esempio sui test del cemento utilizzato nelle piattaforme petrolifere. Un risparmio a breve termine si trasforma in costo sul lungo periodo: intanto ci sono le spese legali che non saranno uno scherzo.

All’inizio di dicembre Bp ha accusato Halliburton di aver distrutto prove legate ai test condotti sul cemento usato dalla stessa Halliburton per costruire la piattaforma all’origine del disastro 2.

via Marea nera, Bp ora vuole un rimborso chiede 20 miliardi alla Halliburton – Repubblica.it.

Queste sì che sono notizie: Lendl allenatore di Murray

Un talento raro indubbiamente, Lendl ha dichiarato unico. Sono in molti a sperare che nelle mani di Ivan riesca a superare quel limite che per adesso lo trattiene un gradino sotto ai primi tre del mondo.

Dopo tanto girovagare, Andy Murray ha finalmente sciolto la riserva su chi sarà il suo prossimo allenatore. La scelta è caduta sull’otto volte campione di Slam, Ivan Lendl, che gli si affiancherà già in preparazione degli Australian Open.

“E’ indiscutibile l’impatto che ha avuto Ivan nel gioco del tennis” – ha detto lo scozzese – “Possiede un bagaglio di esperienza e conoscenza che pochi altri hanno, in particolare negli slam. Per me è importante che ogni persona che si unisce al mio team possa portare un nuovo punto di vista. Non vedo l’ora di cominciare a lavorare con lui”.

Anche Lendl non vede l’ora di iniziare a collaborare con il campione scozzese. “Sono davvero entusiasta di avere l’opportunità di lavorare con Andy”, ha dichiarato Lendl. “E’ un talento unico e non vedo l’ora di cercare di aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi”.

viaLENDL NUOVO COACH DI MURRAY: “Andy è un talento unico” – Pianeta Tennis.

Luoghi dove è meglio non nascere

Se femmine è meglio evitare la Somalia anche se il caso che permette a un corpo di identificarsi con se stesso non è controllabile (ad alcuni piace chiamarla anima). Comunque è meglio stare alla larga dalla Somalia, dove le donne nell’ottica degli estremisti islamici sono merce da scambiare e schiave sessuali. Se poi qualcuno aveva dei dubbi sull’aspetto prettamente maschilista del matrimonio non rimane che dare un’occhiata all’articolo del New York Times. Il vincolo del matrimonio non è altro che il legaccio per privare della libertà, violentare e successivamente, dopo l’abbandono, un modo per rovinare la vita futura a ragazze che vivono in luoghi dove nessuno le vorrà più. Lapidazioni per chi rifiuta di sposare un Sahab, stupri di gruppo, ragazze usate come lascia passare ai posti di blocco, previo utilizzo. Dimenticavo che alle schiave non è concesso provare piacere. Morali religiose, ovviamente. L’inferno.

Somalia is a deeply traditional place, where 98 percent of girls are subject to genital cutting,

viaSomalia Faces Alarming Rise in Rapes of Women and Girls – NYTimes.com.

Infatti non brilliamo per intelligenza

E nemmeno per tradurre quelli che meritano. Circoli viziosi. Chissà quali sono i titoli? Ma temo che la maggioranza mentirebbe se interrogata.

La maggioranza della famiglie italiane possiede meno di 50 libri.

via Per Natale regala un libro nell’Italia che (non) legge | Linkiesta.it.

Piccoli Berlusconi crescono

Senza parole (la disgrazia è solo sua, ovviamente).

Corrado Passera ha annunciato che vendera’ le azioni di Intesa Sanpaolo in suo possesso, in qualita’ di ex ad della societa’. ‘E’ una disgrazia – ha affermato durante la registrazione di ‘che tempo che fa’ – ma le vendiamo e basta, togliamo il dubbio: a questo punto, vendero’ le mie azioni’

viaGOVERNO: PASSERA, VENDERO’ MIE AZIONI INTESA SANPAOLO – Economia e Finanza con Bloomberg – Repubblica.it.

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